• CLINICA 231

Non piangere sul latte versato. Il Modello Organizzativo post-factum conviene?



Adottare un modello organizzativo post-factum conviene?

L’art. 12 D.Lgs. 231/2001 prevede che l’ente accusato dell’illecito 231 possa vedersi ridotta la sanzione pecuniaria da un terzo alla metà se, prima dell’apertura del dibattimento

  • Ha integralmente risarcito il danno ed eliminato le conseguenze dannose (o quanto meno ci ha provato)

oppure

  • Ha eliminato le carenze organizzative che hanno portato alla commissione del reato adottando e attuando un modello organizzativo per prevenire ulteriori reati della stessa specie.

Nel caso in cui l'Ente abbia sia risarcito sia adottato il modello post-factum la sanzione è ridotta dalla metà a due terzi.

L’art. 17 D.Lgs. 231/2001, poi, prevede che se addirittura l’Ente mette a disposizione il profitto del reato allora evita anche l’applicazione delle sanzioni interdittive.

La teoria è finita, facciamo un esempio:

si verifica un piccolo infortunio sul lavoro (amputazione di un polpastrello) che comporta l’apertura di un procedimento per lesioni colpose gravi commesse con violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene contestato l’illecito di cui all’art. 25 septies comma 3 D.Lgs. 231/2001 il quale prevede la sanzione pecuniaria tra 100 e 250 quote.

La società decide di correre ai ripari cercando di limitare le conseguenze dannose.

Ecco una possibile soluzione step-by-step.

1. RISARCIRE

La prima cosa da fare è attivare l’assicurazione privata per la responsabilità civile in caso di danni ai prestatori di lavoro. In questo modo viene soddisfatto il requisito del risarcimento del danno.

In alcuni casi è possibile che la Compagnia assicuratrice neghi il risarcimento fintanto che non sia stata accertata con sentenza la responsabilità del datore di lavoro. Ciò pone un grosso problema perché il risarcimento integrale deve intervenire entro l’apertura del dibattimento; a questo punto le alternative possono essere:

  • Sostenere di essersi “comunque efficacemente adoperati” affinché il danneggiato venisse risarcito da chi contrattualmente è tenuto a ciò, documentando l’apertura del sinistro, la richiesta di risarcimento e il diniego opposto. Lo prevede l'art. 12 co. 2 lettera a)

  • Raggiungere una transazione con il soggetto danneggiato pagando il risarcimento con il patrimonio dell'Ente.

2. ADOTTARE UN MODELLO POST FACTUM

Nel frattempo occorrerà adottare un Modello Organizzativo idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi. Non sarà necessario un Modello a tutto tondo ma sarà sufficiente concentrarsi sui rischi specifici e attuare nuovi e più efficaci protocolli di controllo che impediscano effettivamente la realizzazione di nuovi infortuni sul lavoro.

E’ evidente che un modello post-factum, pur non garantendo la massima protezione rispetto alla totalità degli illeciti 231, consente di raggiungere lo scopo della riduzione della pena pecuniaria con un investimento contenuto.

3. VALUTARE L'EVENTUALE MESSA A DISPOSIZIONE DEL PROFITTO

Infine occorrerà decidere se mettere a disposizione il profitto del reato per evitare l'applicazione delle sanzioni interdittive.

Sotto questo profilo i vantaggi si faticano ad intravedere, quantomeno in ipotesi non molto gravi come quella dell’esempio.

Il profitto del reato è, infatti, sempre soggetto a confisca ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 231/01. Occorre decidere se consegnarlo spontaneamente, ed evitare così l’applicazione delle sanzioni interdittive oppure aspettare che se lo venga a prendere alla fine del processo.

In casi di non particolare gravità, peraltro, sembrano difficilmente riscontrabili presupposti di cui all'art. 13 D.Lgs. 231/01 per procedere all'applicazione delle sanzioni interdittive.

La messa a disposizione del profitto porterebbe ad una prematura fuoriuscita di liquidità senza effettivi benefici in quanto eviterebbe una sanzione già di per sé difficilmente applicabile.

In alternativa, la destinazione di una parte degli utili a riserva/fondo rischi consentirebbe di accumulare nelle more del processo la liquidità corrispondente al profitto che sarà confiscato, senza mettere in difficoltà le casse della società.

QUINDI ADOTTARE UN MODELLO POST-FACTUM CONVIENE?

Come sempre la risposta è dipende.

Nel caso di eventi 231 non particolarmente gravi i cui profili risarcitori siano coperti da polizze assicurative, con un investimento economico decisamente contenuto si ottengono vantaggi tutt'altro che trascurabili.

Non si tratta, com'è ovvio, di un valutazione assoluta in quanto occorre valutare altri aspetti come la situazione economica dell’impresa, eventuali precedenti illeciti 231 e ogni altra circostanza rilevante.

Se hai subìto la contestazione di un illecito 231 e vuoi sapere se nel tuo caso adottare un modello post-factum conviene, compila il form qui sotto e contattaci! Sappiamo come aiutarti.

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