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IVA: ecco la nuova scadenza per tutte le Imprese



Direttiva PIF: sai che cos'è?

La Direttiva PIF, cioè la Direttiva 2017/1371 del Parlamento Europeo e del Consiglio, è stata approvata il 5 luglio 2017 con l'obiettivo di proteggere gli interessi finanziari dell'UE attraverso l'obbligo, imposto agli Stati membri, di criminalizzare le condotte di frode e altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione.

Te ne parlo perché questa direttiva ha stabilito una scadenza, il 6 luglio 2019, che è bene segnare sul calendario.

Entro questa data, infatti, lo Stato italiano è obbligato a conformarsi alle disposizioni europee.

Perchè, dunque, è importante ricordare questa data e cosa c'è di interessante in questa Direttiva?

L'intervento dello Stato italiano si muoverà nel senso di un ampliamento e un aggiornamento del catalogo dei reati che fanno scattare la responsabilità degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, introducendo i reati tributari.

Proprio così, finora gli illeciti fiscali di rilevanza penale erano rimasti esclusi dall'ambito di applicazione della normativa 231. Dal 6 luglio 2019 non sarà più così.

L'Unione Europea, infatti, ha deciso che anche le frodi in materia di IVA devono trovare nei singoli ordinamenti giuridici nazionali una risposta punitiva in grado di colpire le persone giuridiche con sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

Queste sanzioni consisteranno in multe e misure interdittive, elencate all'articolo 9 della Direttiva:

A) l'esclusione dal godimento di un beneficio o di un aiuto pubblico;

B) l'esclusione temporanea o permanente dalle procedure di gara pubblica;

C) l'interdizione temporanea o permanente di esercitare un'attività commerciale;

D) l'assoggettamento a sorveglianza giudiziaria;

E) provvedimenti giudiziari di scioglimento;

F) la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere il reato.

Inoltre, all'articolo 10, la Direttiva richiede misure in grado di congelare e confiscare sia il provento del reato sia gli strumenti usati per commetterlo.

L'inclusione degli strumenti potrebbe portare ad una considerevole estensione delle risorse oggetto di confisca superando di gran lunga la misura dell'effettiva utilità tratta dall'ente con il reato.

La temibile Direttiva PIF ha però previsto alcune soglie che limitano la sua applicazione ai casi più gravi.

Rimangono pertanto esclusi dagli obblighi di criminalizzazione le condotte che comportino un vataggio per chi le commette o un danno per l'UE inferiore a 10 mila euro.

Inoltre, per le violazioni diverse da quelle in materia di IVA, la Direttiva ha stabilito che debbano essere colpite le condotte che comportino un vantaggio o un danno considerevole, definendo il concetto attraverso un tetto monetario: non meno di 100 mila euro.

Il tetto per le violazioni in materia di IVA si alza a 10 milioni di euro e si aggiunge un ulteriore condizione, cioè che l'Ente commetta il reato in almeno due Stati membri dell'UE.

6 luglio 2019, adesso lo sai!

Qui puoi trovare il testo della Direttiva PIF

Compila il form qui sotto e contattaci per verificare lo stato di aggiornamento del tuo Modello 231.

Contributo a cura di:

Avv. Emanuele Mansuelli

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